Aldo Mondino

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Aldo Mondino 2017-10-12T23:01:52+00:00

Project Description

Aldo Mondino – Nomade

A cura di Achille Bonito Oliva

Dopo la mostra personale di Aldo Mondino tenutasi nel 1990 alla Fondazione Mudima di Milano, a distanza di 23 anni, viene ripresentata nella stessa sede una significativa selezione di opere a cura di Achille Bonito Oliva e in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino. Dal 5 giugno al 5 luglio, si ritrovano alcune delle grandi installazioni realizzate per quella storica occasione, oltre ad alcune opere scelte tra le serie più note dell’artista torinese (1938-2005).

A testimonianza del periodo trascorso dall’artista a Parigi dal 1959 al 1960, anni in cui frequenta l’École du Louvre e stringe amicizia con Tancredi entrando in contatto col milieu intellettuale dell’epoca, si ritrova in mostra la scultura in bronzo Tour Eiffel (h. circa 2,40 mt.), vero e proprio assemblage dei più disparati oggetti del suo studio a formare un ironico omaggio al simbolo della capitale francese. Insieme all’altra scultura bronzea Arabesque, l’ingresso alla mostra è segnato dalla presenza di Ittiodromo una potentissima installazione del 1967 che accosta uno scivolo per bambini a un vero pesce di grandi dimensioni lasciatovi sgocciolare sulla superficie.
Dal 1963 – quando rientra in Italia, e in occasione della mostra torinese alla Galleria Sperone del 1964 – i temi del gioco e dell’infanzia diventano ricorrenti nella sua ricerca artistica che incomincia a fare della relazione col pubblico uno strumento attivo di partecipazione all’opera.

La riflessione sulla storia della pittura e sulle tecniche diventa l’elemento portante di molte opere, come quella con i palloncini qui esposta, proveniente dalla serie creata nel 1965 per la Galleria Stein di Torino. L’elemento ludico e partecipativo è del resto presente in tutta la sua opera successiva, accompagnato all’uso di materiali extra-pittorici, effimeri e talvolta edibili che, come ha lui stesso dichiarato: “sono il frutto di quella dimensione miope, di quella distanza che mi fa vedere da lontano un oggetto che da vicino diventa un altro…”. Lo testimoniano le installazioni realizzate con la pasta di caramella, col cioccolato o con lo zucchero, come nello spettacolare Muro del Pianto (4×6,40 m) fatto di zucchero e costruito all’interno dello spazio espositivo o nell’ambiente interamente ricoperto di marshmallows realizzato al piano terra o nell’installazione a pavimento Raccolto in preghiera, un enorme tappeto di preghiera fatto da decine di granaglie diverse. In dialogo con quest’ultimo, su una grande parete, sono esposti i celebri Tappeti realizzati su eraclite, un materiale usato nell’edilizia, in colori brillanti: sovrapposti e accostati conferiscono alle sale dello spazio milanese la girandola di colori di un fantasmagorico suk medio-orientale.

Costantemente mobile nei suoi riferimenti e nel gioco delle sue sfide ai luoghi comuni, la mostra indaga così anche quella parte della ricerca di Mondino contaminata dalle suggestioni orientali ed esotiche immagazzinate nei tanti viaggi dal Marocco alla Palestina. Elemento presente in mostra anche nelle opere dedicate ai Dervisci rotanti, dove Mondino intravede, come ha lasciato scritto “…un affascinante parallelismo tra la preghiera e l’intensità dell’attenzione nel dipingere in modo concettuale, innamorandomi della preghiera esaltata delle danze dei Dervisci”.
La grande installazione del 2005 dedicata a I cacciatori di orchidee, composta da tre grandi serre e ambientata a pianterreno, riafferma quel misto di nostalgia per l’esotico, per l’arcano misterioso e l’immancabile ironia che contraddistingue l’opera di uno degli artisti italiani più significativi dell’arte contemporanea.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Mudima Edizioni, con testi di Achille Bonito Oliva, Gianluca Ranzi e una selezione di testi di Aldo Mondino.

Scheda della mostra

Artista:
Aldo Mondino
Titolo:
Nomade
Curatore:
Achille Bonito Oliva

Sede Fondazione Mudima | Via Tadino 26, Milano

Date: 5 giugno 5 luglio 2013
Inaugurazione: martedì 4 giugno 2013
Orario: lunedì – venerdì 11.00 – 13.00/15.00 – 19.30

Ingresso libero

Catalogo Fondazione Mudima edizioni. Con testi di Achille Bonito Oliva, Gianluca Ranzi e una selezione di testi di Aldo Mondino.

Info al pubblico
Fondazione Mudima
T. +39 02 29 40 96 33 | info@mudima.net | www.mudima.net
Archivio Aldo Mondino
T. +39 02 33 60 77 05 | info@aldomondino.it

Ufficio Stampa
NORA comunicazione – Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 | 20136 Milano t. +39 339 89 59 372
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Biografia

Aldo Mondino nasce a Torino, 4 ottobre 1938.

Nel 1959 si trasferisce a Parigi dove segue i corsi nella scuola di incisione di William Hayter. Frequenta inoltre l’Ecole du Louvre e un corso di mosaico con Gino Severini e il suo assistente, Riccardo Licata. A Parigi ha contatti con importanti artisti: Tancredi Parmeggiani, Alain Jouffroy, Errò, Jean-Jacques Lebel; incontra anche artisti affermati come Sebastian Matta, esponente del surrealismo, e Wilfredo Lam. È grazie a Tancredi che, nel 1960 riesce a esporre per la prima volta , alla Galerie Bellechasse, con quadri di evidente influenza surrealista.

Nel 1961 rientra in Italia per il servizio militare. Grazie ad Antonio Carena, artista torinese proprietario della Galleria L’Immagine, realizza la sua prima mostra personale, con quadri che risentono ancora del periodo parigino. Nel 1962, Enrico Crispolti gli organizza una mostra a Venezia alla Galleria Alpha dove presenta una serie di quadri particolari: grandi scritte con, all’interno di ogni lettera, figurine che possono ricordare i codici miniati.
Grazie all’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, di cui era proprietario Remo Pastori, espone la serie delle Tavole anatomiche, tavole di pittura su masonite, rappresentazioni di un corpo umano, un microcosmo della società nella quale viviamo. Espone poi alle gallerie La salita di Roma, Stein di Torino, Marconi di Milano e Lia Rumma di Napoli.
Risale al soggiorno a Roma la collettiva all’ Arco d’Alibert, nel 1968, poi alla Galleria Torre di Torino.

Nel 1968, sempre presso l’ Arco d’Alibert, con l’ Ittiodromo mostra dei pesci veri con sangue.
“Mostra che – come dirà lo stesso artista in un’intervista rilasciata a Tatiana Giovanetti a Roma nel novembre 2003 e pubblicata sul catalogo di Mara Coccia Arte Contempranea, – è stata anche una mostra di passaggio da una dimensione all’altra, dall’avanguardia ai King, passando per quei disegni intitolati appunto Iniziazione “

Nel 1972 ritorna a Parigi, in attesa che la sua pittura venga rivalutata. Lo stesso anno, alla Galleria L’Uomo e l’Arte di Milano vengono riproposti i 12 King. Mondino lavora a Parigi dalla fine del 1973 a tutto il 1980; questo impegno si concretizza nella partecipazione alla Biennale di Venezia del 1976.

È del 1977 la mostra Mythologies quotidiennes al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. La serie delle Tour Eiffel, sempre nel periodo parigino, con titoli come Le Tout Près War, è realizzata prevalentemente con la tecnica dell’incisione. Nel 1980 realizza due mostre alla Galleria La Salita di Roma e alla Galerie Flinker di Parigi.

Nel 1981 e nel 1983 realizza due personali allo Studio De Ambrogi di Milano. Tra 1984 e il 1985, da Franz Paludetto, realizza due mostre. Si avvicina alle suggestioni orientali da artista occidentale, così come avevano fatto i pittori del XIX secolo, ad esempio Eugène Delacroix.
Affascinato dalla cultura orientale, presenta nel 1990 da Sperone Westwater a New York una serie che “ritrae” trentasei sultani tutti vissuti tra il 1200 e il 1920.
Seguono, tra le altre, la mostra alla Fondazione Mudima di Milano, a Chicago, Ginevra, Parigi, Vienna, Londra. Dell’ambito orientalista fa anche parte la realizzazione di tappeti sovrapposti in composizioni a parete, con colori vivaci e realizzati su eraclite, un materiale industriale utilizzato nell’edilizia.

Nel 1993, alla Biennale di Venezia curata da Achille Bonito Oliva, in una sala personale presenta una serie di quadri di grandi dimensioni che rappresentano i dervisci nell’atto di danzare; in quell’occasione, autentici dervisci hanno danzato davanti al pubblico.
Nel 1999 espone alla Galleria Marconi di Milano per la Fondazione Maimeri una serie di disegni e sculture sul tema della danza: Arabesque. Due importanti mostre a Milano alla Galleria 1000eventi e una a Roma alla Galleria Sperone dal titolo The Byzantine World. Caratteristica comune di queste mostre è l’aver utilizzato soltanto dei cioccolatini fatti apposta da Peyrano, a Torino.

Nel 2000 compie il suo primo viaggio in India e realizza una mostra dal titolo Flovers alla Birla Academy di Calcutta.

Una severa forma di polmonite lo costringe a due ricoveri in ospedale, ciononostante riesce a preparare la mostra alla Galleria Carlina di Torino, dove vengono esposte per la prima volta delle sculture in vetro, realizzate a Murano.
Nel novembre 2003 ha luogo a Ravenna (Loggetta lombardesca) la mostra antologica Aldologica nella quale si rivedono per la prima volta insieme i lavori degli ultimi quarant’anni.
Aldo Mondino muore a causa di un infarto a Torino il 10 marzo 2005.